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IL TEMPO, Latina, 17 maggio 2018
 Alla Galleria Romberg Arte Contemporanea la personale di Claudio Marini “Venticinque anni di arte e dipinti in omaggio a Gian Maria Volontè”
di Gabriele Simongini

 Uno spazio originario, quasi cosmogonico, dove tutto scorre e riprende a respirare, dove gli echi di violenze sanguinose lasciano una traccia lontana in schizzi di rossi affioranti fra bianchi primigeni e neri colmi di silenzio. E su tutto si rapprendono in una superficie rugosa le scie della vita che continua comunque.
  Ecco le recentissime opere pittoriche di Claudio marini, un artista che ha pochi eguali in fatto di intensità e di sintesi formale, a cui viene dedicata fino al 27 maggio una mostra quanto mai coinvolgente dalla galleria Romberg Arte Contemporanea di latina, curata da Italo Bergantini e Gianluca marziani. L’esposizione si intitola “Dedicata” e ha una storia che inizia quasi 25 anni fa con un protagonista d’eccezione, un attore indimenticabile come Gian Maria Volonté. Ce la racconta con la sua consueta calma e pacatezza l’artista stesso: “La storia di questi quadri ha inizio nel 1994 quando Volonté, per il 50mo anniversario del bombardamento di Velletri, volle mettere in scena una rappresentazione tratta da un libro-diario tenuto da un prete (Italo Mario Laracca) che raccontava,ora per ora, gli eventi di quei giorni. Volonté, di cui ero molto amico, mi chiese di curare la “scenografia”. Dipinsi, quindi, dei grandi teli alti 12 metri per 2,40, poi andati perduti. Nel 2014, a 20 anni dalla scomparsa dell’attore, abbiamo voluto ricordarlo riproponendo lo spettacolo. Ho dipinto nuovi teli con maggiore sicurezza ed energia, almeno credo. Lo scorso anno ho deciso di estrapolarne alcuni particolari e questo è il risultato”.
 Soprattutto nelle opere più piccole, sembra di scorgere orizzonti cielo-mare in cui tutto si increspa e si muove per un misterioso vento o vorticoso turbine che dilava e macera i colori, li rende pulsanti, vivi, palpitanti. In ognuno di questi lavori sono prima di tutto i sommovimenti ansiosi della materia e la potenza ineffabile della pittura a metterci in contatto con drammi e tragedie, ingiustizie e violenze, fino alla loro purificazione e rinascita tramite l’arte, in modi che non hanno alcuna relazione con la comunicazione verbale o mediatica. Da sempre con i vari cicli incentrati sulle bandiere o anche con quello dedicato al Mediterraneo, Claudio Marini insegue con forza una pittura d’impegnoetico che non illustra o decrive ma che si fa carico dall’interno, nella propria consistenza materica e cromatica, di ansie, turbamenti, sofferenze e speranze. E lo stesso avviene con questi poetici “relitti2 pittorici delle gigantesche scenografie realizzate per ricordare il bombardamento di Velletri, in perfetta simbiosi col profondo impegno morale che ha sempre contraddistinto la recitazione di Gian Maria Volonté, la cui intensità sembra per altro affiorare in quella delle opere esposte a Latina.


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