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Gabriele Simongini
dal catalogo 61^ Rassegna Internazionale d'Arte G.B.Saviani

Sgualcite, macchiate, malridotte, strappate,usurate, inquiete. Ecco le bandire del terzo ciclo di opere che Claudio Marini dedica a questo motivo. I suoi vessilli -"Libia" e "Giappone" sono quelli presentati a Sassoferrato- diventano lo specchio dei drammatici eventi che hanno sconvolto i due paesi: il devastante tsunami-terremoto nel Paese del Sol Levante; l'insurrezione anti-Gheddafi nello stato nordafricano. Mentre le bandiere ufficiali che sventolano sui pennoni internazionali sono immacolate e perfette come il Dorian Gray perennemente giovane di Oscar Wilde, Claudio Marini ha il coraggio di guardare l'effigie nascosta e sofferentedi queste nazioni e di darcene conto. Diventa un cronista obiettivo ma non indifferente. Siccome però, come amava dire l'inarrivabile Marc Rothko, in ogni opera la prevalenza di tragedia e la "preoccupazione manifesta per la morte" vanno sempre almeno un po? bilanciate con un pizzico di speranza, Marini lascia uno squarcio d'azzurro nella bandiera della Libia e nell'altro vessillo riserva una particolare attenzione ai colori capaci di evocare la tradizionale eleganza e misura del popolo giapponese anche nei momenti più tragici. Nelle sue bandiere ci sono tutta l'anima e il ritratto di due popoli sofferenti.




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